lunedì 19 novembre 2018
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Flashmob a Napoli: un bacio contro l’omofobia

Un bacio è peccato? Evidentemente per il conformismo omofobo, sì. A tal proposito nasce il bisogno di un Flash mob, previsto per il prossimo 6 dicembre a Napoli, in Piazza Dante. Questa la risposta decisa della città all’ultimo caso di aggressione a danno di una coppia gay, rea di un bacio in pubblico, verificatosi lo scorso lunedì proprio in piazza Dante. Il ragazzo aggredito è stato colpito con un pugno in viso ed  è giunto in ospedale in un evidente stato di shock.

Photo credits Massimo Ankor

Photo credits Massimo Ankor

Da qui l’appello della città per combattere l’omofobia. Chi può partecipare? Tutti. Requisito di accesso? Amore. Recentemente, le risposte alle varie manifestazioni delle Sentinelle in piedi hanno dimostrato come gran parte degli italiani si siano scandalizzati e defilati dall’opera ghettizzazione sociale messa in atto dalle sentinelle. Gli italiani non sono omofobi, e vogliono dimostrarlo con i fatti. Un flash mob in questo momento vuole essere soprattutto espressione disinibita e democratica della propria identità, non solo semplice rivendicazione. Nessuno può, infatti, tappare la bocca all’amore. Non più. Che si tratti di gay, etero, o trans, e chi ne ha più ne metta. Baciarsi, amarsi non è che espressione di un bisogno (ed un diritto) affettivo e comunicativo. E non esiste barriera, limite, colore delle pelle, religione, o abitudine sessuale che possa fermare il corso libero del sentimento: si ama senza condizioni né sensi di colpa. E’ giunto il momento di dire basta. Scendiamo in piazza per rispondere alla violenza, ingiusta ed intollerabile. All’ennesimo pugno in faccia, rispondiamo tutti con bacio.

Donatella Conte

Studentessa di Lettere, aspirante scrittrice. Amo i libri, il cinema neorealista, Vittorio De Sica, odio le ipocrisie ed il qualunquismo. Chi sono? Una ragazza che per salvarsi sceglie di non andarsene ma di scrivere, perché la scrittura può smuovere menti ottuse e scoprire lascive bugie che la società ancora ci racconta. Citando Roberto Saviano: ”La scrittura è stata ed è medicina, piacere, casa, riconferma che esisto, ma anche straordinaria -forse unica per me- possibilità d'incontro, e non penso solo a libri e articoli ma anche a Facebook, che è la mia piazza, il mio bar, il mio ristorante, il mio giardino pubblico e la mia passeggiata a mare.” Scrivere per me è vivere, impossibile stare senza.