giovedì 13 dicembre 2018
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Giornale, come nasce quello riciclato dai fiori

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Largo al riciclo con i giornali, nell’era dell’urgenza. Le materie prime sono sempre più preziose e le risorse vanno protette. La carta è una di queste. In Giappone, patria del riciclo così come della tecnologia, hanno ideato un modo per ridurre un giornale in semi, dando una vita nuova al vecchio pezzo di carta. Prendere un giornale a caso, la testata Giappone da 5 milioni di copie vendute: The Mainichi. Dopo averlo letto riducendolo in mille pezzi, stracciare, frammentare. Il giornale nipponico è infatti il primo figlio del “verde” ottenuto grazie al rimpasto e all’utilizzo di carta che altrimenti sarebbe cestinata.

 

Il procedimento – Si prendono i rifiuti naturali che insieme all’acqua, si riducono in poltiglia, generando una vera polpa. Si pianta il tutto e si aggiungono i semi. Poi segue la compressione, ed è lì che la vecchia poltiglia è tornata a rivivere nel giornale così come lo conosciamo. Anche l’inchiostro è generato da elementi vegetali, tutto nel pieno rispetto della natura a favore del riuso delle risorse.

Il vantaggio economico – La testata giornalistica asiatica che riserva un grande spazio agli approfondimenti ed articoli di giardinaggio, piante e fiori, assorbe così un guadagno aggiuntivo legato esclusivamente al riciclo del giornale. Ovvero, una cifra che si aggira intorno agli 80 milioni di yen, ovvero circa 600mila euro in più per il giornale. Anche le scuola giapponesi stanno seguendo l’esempio, per combinare il rispetto della natura ad un sano piacevole rafforzamento del momento lettura in aula.

Donatella Conte

Studentessa di Lettere, aspirante scrittrice. Amo i libri, il cinema neorealista, Vittorio De Sica, odio le ipocrisie ed il qualunquismo. Chi sono? Una ragazza che per salvarsi sceglie di non andarsene ma di scrivere, perché la scrittura può smuovere menti ottuse e scoprire lascive bugie che la società ancora ci racconta. Citando Roberto Saviano: ”La scrittura è stata ed è medicina, piacere, casa, riconferma che esisto, ma anche straordinaria -forse unica per me- possibilità d'incontro, e non penso solo a libri e articoli ma anche a Facebook, che è la mia piazza, il mio bar, il mio ristorante, il mio giardino pubblico e la mia passeggiata a mare.” Scrivere per me è vivere, impossibile stare senza.