martedì 17 Maggio 2022
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Chi fa un vedovo allegro, fa un matto: Buccirosso e Izzo incantano l’Augusteo

Ricordate “La spiga d’oro come miglior figurante del teatro italiano vinta da Carlo Buccirosso, alias Alberto Giorgiazzi, nel film Se mi lasci non vale?”. Immaginate cosa accadrebbe se stavolta a vincere il fantomatico premio fossero due colossi dell’odèon post moderno, Carlo Buccirosso e Biagio Izzo, con la commediaDue vedovi allegri“, in scena al Teatro Augusteo da giovedì 23 dicembre a domenica 16 gennaio 2022. Prodotto da A.G. Spettacoli ed Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro, scritto e diretto da Carlo Buccirosso, per la scenografia di Gilda Cerullo e Renato Lori ed interpretato, oltre che da Buccirosso e Izzo, anche da Gino Monteleone, Elvira Zingone, Donatella De Felice, Floriana Monici e Roberto Giordano.

In foto, da sinistra, Biagio Izzo e Carlo Buccirosso, rispettivamente nei panni di “Salvatore” e “Cosimo Cannavacciuolo”

Esordio fianco a fianco sul palcoscenico per i due attori napoletani, che avevano però recitato insieme al cinema: indimenticabile il film “L’amico del cuore” (per la regia di Vincenzo Salemme), in cui essi interpretavano rispettivamente il giornalista “Sferzante” Michele Seta ed il vernacolare tassista “Havana 9”; ed in effetti una matrice comune tra le due pellicole si evince facilmente, dal momento che il povero Buccirosso continua ad essere il protagonista delle richieste più esilaranti che un’essere umano possa formulare.

Sono trascorsi tre anni dalla fine della pandemia da Covid 19, e Cosimo Cannavacciuolo (Carlo Buccirosso) ha perso sua moglie proprio a causa del virus; questo lutto ha segnato profondamente il vedovo, rendendolo ipocondriaco e fragile dal punto di vista psicologico, alla perenne ricerca di stabilità ed equilibrio; Cosimo è annientato dalla solitudine e dal fallimento della sua attività di antiquariato, causa della quale ha dovuto collocare in casa tutta la merce invenduta, ed è ad un passo dal perdere il suo appartamento, se non salderà i debiti con la banca concessionaria del mutuo.

A spezzare la monotonia e lo squallore dell’esistenza di Cannavacciuolo pensano l’esuberante portiere Salvatore (Biagio Izzo), anch’egli vedovo, e la sua giovane figlia Angelina, ragazza solare e piena di entusiasmi, che si occupa delle pulizie della casa di Cosimo e di tutti gli inquilini del palazzo. Altri personaggi che irrompono nella vita di Cosimo sono i coniugi Tomacelli e Virginia, un’avvenente attrice di cinema e teatro che ha preso in affitto una stanza dell’appartamento di Cannavacciuolo e che trascorre le sue giornate a studiare le battute dei copioni, suscitando notevole antipatia in Angelina, che la ritiene presuntuosa e fasulla.

La precaria stabilità di Cosimo crolla del tutto nel momento in cui l’orefice Tomacelli gli chiede di soddisfare una richiesta tanto delicata quanto bizzarra: aiutare Pupetta (la consorte del Tomacelli, di vent’anni più giovane del marito) ad avere un figlio, da lei tanto desiderato e che l’orefice non può darle in quanto affetto da sterilità; per rendere la proposta ancora più allettante Tomacelli fa spedire nell’appartamento di Cosimo un kit prêt-à-porter di fecondazione assistita, e gli concede un ultimatum: se nell’arco di ventiquattr’ore non farà quanto gli è stato chiesto, l’orefice si rifiuterà di offrirgli i soldi per acquistare la casa, evitando così l’esproprio.

I due protagonisti durante una scena dello spettacolo

Ancora una volta troviamo in scena un Carlo Buccirosso tragicomico, che interpreta un personaggio pressapoco identico a Michele Seta deL’amico del cuore“: se nel capolavoro di Salemme egli appariva sconcertato all’idea che la moglie andasse a letto con il suo migliore amico Roberto, stavolta deve legittimare il miraggio di una nascita, il miracolo della vita che perpetua la vita, fungendo da medium. Obiettivo finale: lasciare una scintilla di eternità, comprendere l’importanza di ciò che sta accadendo, senza pregiudizi.

Il tema affrontato è indubbiamente drammatico, l’impossibilità di dare alla luce un figlio, una gioia talmente grande da delegare ad un altro individuo il compito di farlo nascere, ignorando tuttavia il disagio che verrebbe provato in futuro, una volta usciti di scena, mettendolo al mondo ma non riconoscendolo come tale. Un personaggio in crisi, quello di Buccirosso, eppure animato dall’ironia che consente di trovare la forza per cambiare il proprio futuro.

Cosimo deciderà di chiedere aiuto a Salvatore, che si rivelerà un amico fidato e onesto, portatore di lealtà e valori malgrado l’apparente spregiudicatezza e superficialità, degno custode di un segreto che Cannavacciuolo deciderà di confidargli: non può accettare la richiesta di Tomacelli in quanto anch’egli sterile, ed a tal proposito domanderà a Salvatore di agire al suo posto. Salvatore, memore dell’amore nutrito nei confronti della moglie ormai defunta, dopo un iniziale e concitata esortazione verso Cosimo a Seminare senza pietàrifiuterà di accettare questa proposta, andando via e mostrandosi irremovibile.

Entrerà in scena Angelina, che innamoratasi del figlio di un medico del palazzo, darà ad entrambi i vedovi la possibilità di consultarsi proprio con il padre del ragazzo di cui lei si è invaghita, e finalmente Salvatore si lascerà convincere da Cosimo; quest’ultimo, a causa di una serie di discorsi sulla fecondazione assistita intavolati con Salvatore, verrà creduto omosessuale da Virginia (palesemente attratta da lui e tacitamente corrisposta, al punto da non pagare l’affitto), che lascerà l’appartamento delusa e convinta di non interessare affatto a Cannavacciuolo. Costui, incapace di trattenerla e di spiegarle la verità, telefonerà l’orefice Tomacelli, che tuttavia scoprirà l’inganno e Salvatore non riuscirà a portare a termine il lavoro.

Trascorreranno nove mesi, e sul finire della commedia incontreremo un Cosimo divenuto proprietario di casa e felice per il ritorno di Virginia, la signora Tomacelli in dolce attesa e Angelina fidanzatasi con il figlio del medico: la voglia di vivere e di ricominciare ad amare, il trionfo dell’amicizia che vince su tutto e tutti, l’amore come punto di forza inestimabile.

Una conclusione sulle note di un ballo romantico, durante il quale Salvatore, con la sua innata schiettezza, esorterà Cannavacciuolo a dire la verità a Virginia, rivelandole dunque di essere sterile. “E se poi vorrete fare un figlio?”, domanderà curioso il portiere. “Tanto posso sempre chiedere a te!”, risponderà Cosimo.

Applausi, sipario, ancora applausi. Un connubio perfetto tra realismo ed allegria. Una commedia da non perdere assolutamente!

Francesca De Grazia
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