venerdì 16 novembre 2018
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Capodanno, cibo e folclore nel mondo

Addio 2015, Capodanno sta per arrivare, mancano poco più di 24 ore e già tutti sono in vena di preparativi. Ma cosa fare quest’anno di particolare per augurarsi un 2016 pieno di ricchezza e fortuna? I soliti corni della fortuna e la biancheria in rosso non bastano più, bisogna superarsi, aprire le frontiere e attingere dalle tradizioni e dalle usanze di tutto il mondo. Capodanno è una festa che si festeggia un pò ovunque, ogni nazione ha le sue tradizioni e consuetudini che se non ripetute potrebbero pregiudicare l’arrivo del nuovo anno. E così allo scoccare della mezzanotte c’è chi brinda con lo champagne, chi mangia il pandoro, chi rompe piatti vecchi e chi legge frasi della fortuna. Vediamo in dettaglio come attendono la fine e il nuovo inizio dell’anno le popolazioni.

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In Europa
Nel nostro bel paese, l’Italia, le tradizioni culinarie sono tantissime, e ogni regione ne ha una diversa. La tradizione vuole che il menù sia ricco e a base di pesce in quasi tutt’Italia, per il cenone di San Silvestro, mentre per il giorno di Capodanno si lascia il posto alla carne. Quello che non può mancare in tavola il 31 è il cotechino con le lenticchie, che è di buon auspicio monetario per l’anno nuovo.  Allo scoccare della mezzanotte poi si deve brindare con il pandoro, dolce tipico veronese, oppure con il panettone milanese ricco di canditi e uvetta passa che porta fortuna. Come in Spagna, si è estesa da qualche anno la tradizione di mangiare 12 chicchi d’uva, quanti sono i mesi dell’anno, a mezzanotte; un melograno che porta abbondanza e augura l’entrata del denaro in casa. Contro la sfortuna, si indossa biancheria intima rossa, ma anche indumenti, come maglioni, calze, gonne o anche un semplice laccetto rosso legato al polso. Altra usanza a volte pericolosa ma tanto amata sono i botti di Capodanno soprattutto nel Sud Italia, e gli spettacoli pirotecnici che accompagnano i grandi concerti di fine anno nelle piazze più belle d’Italia. Il bacio di mezzanotte sotto al vischio non deve mancare per augurarsi fortuna e amore, sono soprattutto i più giovani a farlo, che festeggiano per le strade fino a tarda notte. A Roma e a Napoli è tradizione lanciare dalla finestra le cose vecchie come piatti, tazzine e bicchieri, per eliminare il vecchio dalla casa e accogliere il nuovo. Addirittura in alcuni paesi del sud si conservano i piatti scheggiati durante tutto l’anno per poi romperli a Capodanno. Infine vanno espressi dodici desideri, uno per ogni mese dell’anno, e non vanno assolutamente rivelati.

Ma vediamo nel resto d’Europa:

LONDON, ENGLAND - JANUARY 01: Fireworks light up the London skyline and Big Ben just after midnight on January 1, 2012 in London, England. Thousands of people lined the banks of the River Thames in central London to see in the New Year with a spectacular fireworks display. (Photo by Dan Kitwood/Getty Images)

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In Russia il Capodanno si festeggia il 13 gennaio, secondo il calendario giuliano; si mangiano prugne secche con panna acida e si apre la porta per accogliere il nuovo anno allo scoccare della mezzanotte.
In Francia si festeggia con dell’ottima cucina, champagne, ostriche e lumache; in Inghilterra si usa fare giochi di gruppo in famiglia dopo il cenone a base di tacchino e pudding.

in Spagna, a Capodanno mangiano l’uva ad ogni rintocco della mezzanotte per augurare felicità e ricchezza, inoltre si deliziano con le famose “bunuelos”, delle sfogliatine dolci, molto buone che arricchiscono l’anno di bontà.

In Germania è quasi Carnevale, nel senso che la tradizione vuole che l’ultimo dell’anno si festeggi in maschera, brindando con un drink alternativo fatto di rum, cannella, vino e chiodi di garofano. In alcune zone si mangiano le aringhe affumicate.

In Asia
Il Giappone aspetta con ansia il nuovo anno, qui il Capodanno e i suoi festeggiamenti durano per 3 giorni consecutivi. Le donne devono dedicarsi alla pulizia della casa, perchè va cacciato via il vecchio per preparare la casa al nuovo anno e a ciò che porterà di buono. Le case vanno adornate per l’ultimo dell’anno con decorazioni in bambù, rami di pino e altri soggetti sempre in stile nature. Si brinda con il sakè e si ci reca nei templi per purificarsi dai peccati, grazie al suono dei 108 gong per festeggiare il nuovo anno.

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La Cina festeggia ballando e cantando per le strade, con riti e feste folcloristici come dimostra la sua cultura. Colori e decori, si vedono in cibi, tessuti, decori per tutto il paese. Si balla e si canta per creare rumore in città, in modo che gli spiriti maligni, come il mostro Nian possano spaventarsi e lasciare in pace la popolazione. A questo scopo, sono tanti anche i botti di Capodanno e gli spettacoli pirotecnici in giro per il paese. Il Capodanno qui non coincide con il nostro, ma cade tra fine gennaio e inizio febbraio e si protrae come un Carnevale per 15 giorni. La danza delle lanterne è una manifestazione che da il termine ai festeggiamenti con una suggestiva scenografia difficile da non immortalare.

 

In Messico e in Brasile
In Messico, si celebra il primo giorno dell’anno degustando un ricco tacchino al forno condito con carne trita, frutta secca e purè di patate dolci. Anche la carne di maiale è di buon augurio; il torrone e le sfogliatine ricoperte di zucchero molto famose da mangiare a fine pasto. Anche in Brasile si festeggia con un tacchino affumicato nell’entroterra e con pietanze a base di pesce lungo le zone costiere.

In Argentina
In Argentina il Capodanno si festeggia al caldo, quindi si mangia all’aperto festeggiando il nuovo anno con amici e parenti, si mangiano grandi grigliate di carne di manzo cotta alla brace. Le salse tipiche come il chimichurri accompagnano i cibi esaltandone i sapori grazie ad ingredienti naturali come olio, aceto, limone e verdure tritate.

In Kenya
Dall’altra parte del continente, andiamo in Kenya, dove il Capodanno è una festa celebrata con riti e canti che si svolgono intorno ad un grande falò. Le popolazioni dei villaggi amano ballare tutti insieme per augurarsi un anno migliore, ricco e fortunato. Le danze sono accompagnate da ottimo cibo tipico come il Gnama Choma, a base di carne, polenta e verdure ricche di spezie tipiche.

Carmela Bifolco

Carmela Bifolco, laureata inScienze della Comunicazione e diplomata in Web Design. Libera professionista opera come Web Content Editor freelance e consulente grafica e pubblicitaria dal 2001. Autrice di Web Design 2.0, scrive e collabora con numerose realtà lavorative e redazioni online. Blogger per professione, ma soprattutto per passione, gestisce vari blog e siti personali, informativi e ricreativi, integrandoli perfettamente con i nuovi Social Network con l’obiettivo di aumentare la propria comunità virtuale. L’entusiasmo e la voglia di fare, le permettono di entrare in contatto con esperienze stimolanti e variegate che le fanno abbracciare realtà sempre più disparate e le permettono di proporre sempre nuove idee e soluzioni utili ai suoi utenti.