martedì 16 gennaio 2018
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 Biotestamento: un passo avanti o una legge a metà ?

Dopo un lungo periodo di stallo in Senato, il Biotestamento ottiene il via libera e diviene definitivamente legge con 180 si, 71 contrari e 6 astenuti                                               .

La legge è stata applaudita con grande entusiamo in senato dove era presente anche Mina Welby e gli esponenti dell’associazione Luca Coscioni, ma nello specifico cosa prevede la legge sul fine vita?

Di certo non prevede l’eutanasia attiva, ovvero l’atto con cui un medico pone fine alla vita del paziente tramite iniezione letale o il suicidio assistito, ovvero l’atto di porre fine alle proprie sofferenze di mano propria con l’assistenza di un equipe medica. Quindi se Dj Fabo fosse ancora in vita, nelle sue condizioni, non avrebbe potuto chiedere di morire dignitosamente tramite l’eutanasia attiva o l’assistenza al suicidio come invece ha scelto infine con l’aiuto dell’esponente dei radicali, Marco Cappato, il quale lo accompagnò nel suo viaggio verso la clinica Svizzera.

Pertanto la legge manca di alcuni elementi fondamentali per sostenere le richieste di tanti italiani che si trovano in condizioni irreversibili o affetti da malattie terminali e dolorose. Al contrario essa consente ad un individuo maggiorenne di poter indicare le cure a cui sottostare o meno nelle Disposizioni anticipate di trattamente, o biotestamento, con la possibilità quindi di rifiutare le cure in un momento successivo alla sottoscrizione della DAT.

La legge sul Biotestamento è sicuramente l’esito di tante battaglie e casi di uomini e donne che chiedevano di morire dignitosamente, ma un passo avanti breve che si scontra con le evidenti carenze del testo normativo, che non prende in considerazione tutte le sfaccettature della volontà umana.

Paola Esposito

Paola Esposito, laureanda in giurisprudenza, una grande passione per il cinema che coltiva fin da quando è adolescente, perchè al cinema la vita scorre come rappresentazione dei vizi e delle virtù degli individui, attraverso cui questi ultimi possono emozionarsi, capire, rivedersi nelle situazioni comuni e meno comuni.