giovedì 15 novembre 2018
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Bere un bicchiere di vino al giorno, elisir di lungavita

Un bicchiere di vino al giorno, toglie la palestra di torno. No, non è uno scherzo. E’ proprio così. Tale affermazione è frutto di una recente scoperta scientifica che vino dimostrerebbe come un bicchiere di vino al giorno sia l’equivalente di una sana ora di tapisroulant! Ma, si può davvero rinunciare all’attività fisica? Va bene cercare la soluzione migliore adatta alle singole esigenze, ma non staremmo esagerando un po’ troppo?

I pigri non la penseranno così, e per loro si può cantar vittoria ma in questo caso, la notizia interessa tutti, oziosi e non. L’Università canadese della città di Alberta rende pubblico l’esito di uno studio dei ricercatori: vino, noci ed uva contengono una sostanza chiamata Resveratrolo. Ebbene, la sostanza in questione ha un potere antiossidante, grazie al quale migliorerebbe il funzionamento di cuore, quello di articolazioni e muscolatura. Ora i ricercatori sperano di poter applicare questa importante scoperta anche ai malati di diabete, e nel frattempo attendono i risultati del test di verifica per un’eventuale somministrazioni ai soggetti diabetici. C’è dell’altro, però. Non viene indicato di bere un bicchiere di vino -preferibilmente alla sera- (e non abusarne, ovviamente!) solo per migliore l’attività cardiaca. Infatti il resveratrolo è anche un ottimo antiinfiammatorio, nonché antitumorale e fluidificatore del sangue. Molti quindi gli effetti benefici legati all’assunzione giornaliere del vino rosso. Inoltre, questa abitudine combatte anche eventuali insorgenze di trombosi, diabete (Mellito di tipo 2), cataratte e tumore al colon. Come scrisse Petronio Arbitro: “Il vino ha dunque una vita più lunga della nostra? Ma noi, fragili creature umane, ci vendicheremo ingoiandolo tutto. Nel vino è la vita”. 

Donatella Conte

Studentessa di Lettere, aspirante scrittrice. Amo i libri, il cinema neorealista, Vittorio De Sica, odio le ipocrisie ed il qualunquismo. Chi sono? Una ragazza che per salvarsi sceglie di non andarsene ma di scrivere, perché la scrittura può smuovere menti ottuse e scoprire lascive bugie che la società ancora ci racconta. Citando Roberto Saviano: ”La scrittura è stata ed è medicina, piacere, casa, riconferma che esisto, ma anche straordinaria -forse unica per me- possibilità d'incontro, e non penso solo a libri e articoli ma anche a Facebook, che è la mia piazza, il mio bar, il mio ristorante, il mio giardino pubblico e la mia passeggiata a mare.” Scrivere per me è vivere, impossibile stare senza.