lunedì 18 dicembre 2017
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Beffa per l’Italia: l’agenzia del farmaco va ad Amsterdam

beffaE’ ancora beffa per l’Italia che perde la possibilità di ospitare l’agenzia del farmaco. Milano esce sconfitta, Amsterdam si aggiudica la vittoria dopo un sorteggio.

Ieri, nel palazzo del Consiglio Ue di Bruxselles, si è decisa la sorte dell’Ema ( agenzia Ue del farmaco) che da Londra, causa Brexit, si sposta nella capitale olandese. Milano sempre in testa per numero di voti (19 città) nei primi due turni, al terzo ha ottenuto un pari (13 voti per ciascuna, Slovacchia astenuta) con Amsterdam. Si è dunque arrivati al sorteggio, sistema di voto in caso di parità deciso nello scorso Giugno dal Consiglio; La presidenza estone ha estratto la pallina di Amsterdam, dall’inizio tra le favorite, ed i sogni dell’Italia sono andati in frantumi. I 900 dipendenti dell’Ema e le loro famiglie, ed il miliardo e 600 milioni di indotto finiscono, nei prossimi mesi, direttamente in Olanda. Milano dunque primeggia ma non sfonda e probabilmente la colpa è da imputare al mancato sostegno di due paesi amici come la Spagna e la Germania.

Dopo l’amaro risultato, Beppe Sala ha così parlato al Consiglio comunale:”Le votazioni successive sono state figlie di accordi politici. Purtroppo possiamo dire che è assurdo il sistema del bussolotto, ma è così. Non è un sistema che il nostro Paese aveva visto di buon occhio, tutte considerazioni che vengono dopo. E’ un’occasione importante persa, ma è stata comunque una dimostrazione della forza della nostra città. Milano è una non capitale che compete con le capitali andate al ballottaggio. Dobbiamo essere fieri. Poi, è chiaro che la delusione è stata fortissima, è stata una botta” aggiungendo poi in un tweet di “non avere rimpianti ” poichè si è fatto ” davvero tutto il possibile”. Anche Gentiloni, nonostante la delusione, si dice soddisfatto dato che “con questa partita abbiamo acquisito un grande credito nel contesto europeo” .

Resta dunque tanta amarezza per la mancata assegnazione e tante polemiche per il sistema di voto. Pensare che un’assegnazione tanto importante venga decisa sulla base di un sorteggio è una beffa per chi ha tanto lavorato per una candidatura autorevole e credibile.