domenica 18 novembre 2018
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Attacco chimico in Siria: l’Onu grida al crimine di guerra

resized-hn6xzSiria – Dopo un attacco aereo con “gas tossici” avvenuto nei scorsi giorni, desta ancora sgomento il bilancio delle vittime: 72 morti e centinaia di feriti. La situazione è di massima allerta.

Il raid aereo sulla cittadina di Khan Sheikhun, governata dai ribelli, ha aperto a nuovi e terribili scenari: l’attacco sarebbe stato condotto con l’utilizzo di gas tossici, sarin o cloro. Sono 72 i morti accertati di cui 20 bambini e 17 donne. Colpito poco dopo, anche l’ospedale in cui venivano curate le vittime dell’attacco chimico ma purtroppo non è chiaro se ci siano stati morti e quanti siano stati i danni del secondo attacco.

Le responsabilità sono ancora da accertare anche se, secondo la Casa Bianca, ci sarebbe la mano del regime siriano di Assad che prontamente, tramite l’agenzia di Stato, la Sana, ha fatto sapere :”Il comando dell’esercito nega categoricamente di aver utilizzato armi chimiche o sostanze tossiche a Khan Sheikhun” sottolineando che le responsabilità sono da ricercarsi nei ribelli.

Indignazione della Comunità internazionale che ha avviato un’inchiesta sull’accaduto ricordando: “l’uso di armi chimiche come gli attacchi deliberati contro strutture mediche equivale a crimini di guerra ed a gravi violazioni del diritto umanitario internazionale”.La Nato si è altrettanto espressa con un comunicato: “Condanno l’orribile attacco nella provincia di Idlib in Siria, che ha ucciso decine di persone, tra cui molti bambini, in cui sarebbero state usate armi chimiche”.Fissata per oggi alle ore 10:00 (16:00 in Italia) una riunione d’emergenza delle Nazioni Unite, chiesta ed ottenuta da Francia e Gran Bretagna.

Altro fronte per Mosca che ha definito “provocatorie” le accuse contro il governo di Assad e “inaccettabile” la bozza di risoluzione proposta.

Mentre si aspettano notizie più precise e una risoluzione al problema, sono ancora troppe le vittime di questa guerra che non sembra destinata ad estinguersi e ancora troppe le vite spezzate di bambini che hanno l’unica colpa di essere nati in Siria.