venerdì 13 20 Dicembre19
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ATP Tour. L’erba è italiana anche in Turchia

Ancora una volta, uno dei due tornei ATP disputati la scorsa settimana è stato vinto da un italiano; ed ancora una volta, il successo è arrivato sull’erba, che da superficie negletta sembra essere diventata la preferita per i tennisti azzurri. Lorenzo Sonego, ventiquattrenne torinese, ha vinto il torneo ATP250 di Antalya, in Turchia, e nel farlo ha battuto ben tre teste di serie, lui che, con il suo 75imo posto nella classifica mondiale, la testa di serie non l’aveva: il portoghese Joao Sousa, numero 8 del torneo, in primo turno; il francese Mannarino, numero 2 del tabellone, ai quarti; lo spagnolo Pablo Carreno Busta, favorito numero 4, in semifinale. Superati tutti questi giocatori piazzati meglio di lui, il nostro eroe si è ritrovato in finale, una volta tanto favorito dal pronostico, contro il diciannovenne serbo Miomir Kecmanovic, capace anche lui di fare fuori ben due teste di serie, e lo ha sconfitto in una partita che, benché conclusasi al terzo, è durata in effetti solo i primi due set, conclusisi con due tie break; 6-7 7-6 6-1 il punteggio che è valso a Sonego il primo titolo ATP della carriera e l’ingresso nella top 50 al 46imo posto. L’altro italiano iscritto al torneo, lo specialista Andreas Seppi, pur godendo della testa di serie numero 7 è andato fuori al primo turno, sconfitto da Bernard Tomic, il 26enne australiano capace di arrivare ad inizio 2016 tra i top 20 ma attualmente stazionario intorno al numero 100; grazie a questo ulteriore pessimo risultato, Seppi ha perso altre due posizioni in classifica, ed adesso occupa la numero 73. Entrambi i due italiani sono nel tabellone principale di Wimbledon: il vittorioso Sonego dovrà affrontare in primo turno un avversario alla sua portata, lo spagnolo, numero 105 al mondo, Marcel Granollers; lo sconfitto Seppi ha dovuto affrontare ben altra gatta da pelare, il cileno numero 53 Nicolas Jarry, ma ha saputo farsi valere, superandolo in quattro set ed accedendo così al secondo turno.

Un diritto vincente di Lorenzo Sonego durante la finale vittoriosa di Antalya (foto via twitter @antalyaopen)

Anche l’altro torneo della settimana scorsa, l’ATP250 disputato sull’erba inglese di Eastbourn, è stato vinto da un non-favorito, il 21enne americano Taylor Fritz, che ha sconfitto in finale il ben più esperto connazionale Sam Querrey, che ricordiamo aver sfiorato la top10 appena un anno e mezzo fa, con un netto 6-3 6-4. Alterni i risultati degli italiani iscritti al torneo; l’esperto Marco Cecchinato, testa di serie numero 7 del torneo, è uscito subito, fatto fuori dal giovane polacco Hubert Hurkacz; molto meglio di lui ha fatto Thomas Fabbiano che, giunto nel tabellone principale tramite le qualificazioni, è arrivato sino alla semifinale, persa con Querrey, battendo per la via fior di avversari, come il serbo Djere, testa di serie numero 2, ed il francese Simon, testa di serie numero 6; grazie a questo ottimo risultato, il trentenne di Grottaglie è riuscito a rientrare tra i primi 100 al mondo; al primo turno di Wimbledon dovrà vedersela con Tsitsipas, e difficilmente porterà a casa il risultato, ma sperare non costa nulla; primo turno difficile anche per Cecchinato, che dovrà vedersela con la promessa australiana Alex de Minaur, che difficilmente riuscirà a sconfiggere.

E veniamo a Wimbledon: il grande favorito, ed è facile dirlo, è il campione uscente e testa di serie numero 1 Novak Djokovic, che ha già superato in scioltezza il primo turno battendo in tre set il tedesco Kohlschreiber; ma altrettanto favorito, a parere di chi scrive, è Roger Federer, che comincia il suo percorso contro il sudafricano Harris. Dopo di loro tutti gli altri, anche quel Rafael Nadal che pare si sia molto arrabbiato perché gli organizzatori gli hanno assegnato, nonostante il secondo posto nel ranking ATP, la testa di serie numero 3, preferendogli appunto Federer; ma si sa, King Roger è King Roger, e questo è ancora più vero a Wimbledon.

E adesso, vediamo gli italiani: già abbiamo detto di Sonego, Fabbiano, Cecchinato e Seppi; Lorenzi ha un primo turno quasi proibitivo contro il russo Medvedev, numero 13 al mondo e testa di serie numero 11; Arnaboldi ha purtroppo perso in primo turno dal serbo Karlovic; Caruso si troverà di fronte il francese Simon, che lo sopravanza di quasi 100 posizioni nella classifica mondiale: difficilmente sarà una vittoria per il ventiseienne di Avola. Matteo Berrettini, che ha visto premiare i suoi recenti successi sui prati dagli organizzatori che gli hanno attribuito la testa di serie numero 17, migliore della sua 20ima posizione nella classifica mondiale, ha un primo turno tutto sommato facile contro lo sloveno, numero 85 al mondo, Aljaz Bedene; se il romano si esprimerà ai livelli visti quest’anno, dovrebbe poter arrivare alla seconda settimana di torneo. Lo stesso vale per Fabio Fognini, che però è stato penalizzato vedendosi assegnare la testa di serie numero 12 nonostante il suo decimo posto nella classifica mondiale; è vero che il ligure ha un impegno difficile fin dal primo turno, il giovane statunitense, esperto della superficie, Frances Tiafoe, ma se manterrà i nervi saldi e giocherà come sa, lunedì prossimo dovremmo poter ancor parlare di lui.

La massima di Rudyard Kipling che accoglie i tennisti all’ingresso del Centrale (foto via twitter @kevinablue)

Wimbledon, il torneo più importante del mondo, è dunque iniziato: per accedere ai recinti dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club di Wimbledon si passa attraverso i Doherty Gates, i cancelli dedicati ai due fratelli che, prima Reggie e poi Laurie, vinsero il torneo 9 volte tra il 1897 ed il 1906; sopra di essi, è incisa una frase di Rudyard Kipling: “Che tu possa incontrare il trionfo e il disastro e fronteggiare quei due impostori nello stesso modo”. Forse questa frase parla del tennis, o forse parla della vita, ma in fondo non c’è differenza, perché ogni incontro è una vita in miniatura.