venerdì 22 giugno 2018
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Sei arresti per la banda del buco

I primi tre arresti della banda del buco, avvenuti nel novembre 2015, furono attuati all'interno del complesso sistema sotterraneo utilizzato dai rapinatori per sbucare nelle più importanti boutique Napoletane.

I primi tre arresti della banda del buco, avvenuti nel novembre 2015, furono attuati all’interno del complesso sistema sotterraneo fognario utilizzato dai rapinatori per sbucare nelle più importanti boutique Napoletane.

 

NAPOLI – Risalgono allo scorso novembre i primi tre arresti per la famigerata “Banda del buco”, un gruppo di rapinatori ai quali secondo gli inquirenti venivano commissionati furti alle più importanti gioiellerie Napoletane. Nel novembre 2015, equipaggiati di tute impermeabili, torce, ricetrasmittenti ed arnesi per lo scasso, tre elementi della banda furono catturati ed ammanettati dai militari dell’Arma in uno dei vari cunicoli sotterranei utilizzati per svaligiare una nota gioielleria situata in prossimità di Piazza dei Martiri.
Da pochi giorni i carabinieri hanno eseguito una misura di custodia cautelare emessa dal gip nei confronti di sei indagati per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti aggravati; tutti elementi della cosidetta “Banda del buco”. Dei sei rapinatori, due indagati erano liberi, uno agli arresti domiciliari e tre già in carcere dopo l’arresto avvenuto lo scorso novembre. Durante l’iter delle indagini i militari hanno sventato circa 6 furti scoprendo una rete di cunicoli sotterranei all’interno delle fogne con dei buchi di uscita scavati in prossimità delle più importanti gioiellerie e boutique Napoletane attraverso la ricostruzione di un valido quadro probatorio nei confronti degli indagati riguardante l’organizzazione di un ultimo colpo ai danni di una delle più conosciute e rinomate gioiellerie del capoluogo Campano.

di Claudio Menna © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Claudio Menna

Claudio Menna(Italy, 1985) is a documentary photographer based in Naples.
Architect , after a graduation at the Federico II University .

In the 2012 he starts the project called “ La Ciudad de D10S “ , a journey through his city , a photographic narration who acts the reality, the miseryandthe beauty of the most popular district in Naples.
Through movements, devotdness symbols and unmistakable signs of tradition, he find life and beauty in the contradictory reality of his city, intercepting those slow times exemplary in that areas.

In January 2015 he founds with his friend Gaetano Fisicaro , Magma Photo CollectiveandMAG'zine , a magazine of documentary photography.

Actually he’s working on maintheme of blindness, inside an institute who accommodates children with visual and psycho-physical pathologies, and his writing a book with the participation of female prisonersof the Pozzuoli Penitentiary with photos , storytales and poems.

His works are published on several nazional and international magazines.

Claudio Menna (1985)
è un fotografo documentarista con sede a Napoli.
Architetto, dopo una laurea presso l'Università Federico II.

Nel 2012 inizia il progetto "La Ciudad de D10S", un viaggio attraverso la sua città; un racconto fotografico che narra la realtà, la miseria e la bellezza dei quartieri più popolari di Napoli.
Attraverso movimenti, simboli di devozione e segni inequivocabili di tradizione, scopre la vita e la bellezza nella realtà contraddittoria della sua città, intercettando quei tempi lenti tipici nelle sue aree di studio.

Nel gennaio 2015 fonda con l'amico Gaetano Fisicaro, Magma Foto collettiva e MAG'zine, una rivista di fotografia documentaristica.Attualmente il suo impegno è rivolto a problematiche sociali quali le disabilità visive, collaborando all’interno di un istituto. I suoi progetti sono pubblicate su numerose testate e magazine nazionali ed internazionali.