martedì 20 novembre 2018
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Al Bellini, Nekrosius dà in pasto al pubblico “Un digiunatore” di Kafka

Tocca un punto indefinito tra il cuore e lo stomaco, “A hunger artist – Un digiunatore” di Eimuntans Nekrosius in scena dal 19 al 21 aprile al Teatro Bellini. Una lacrima si cristallizza in quel vago punto, senza venire fuori.
Al suo posto un sorriso incerto affiora sulle labbra degli spettatori, cavato fuori dall’interpretazione di Viktorija Kuodyté, nelle inusuali vesti di un “artista del digiuno” al femminile.

La riscrittura fatta dal regista lituano del digiunatore kafkiano mostra che, invertendo gli addendi, il risultato non cambia. L’uomo che ha fondato la sua fama e fortuna sul digiuno diventa, nell’allestimento di Nekrosius, una donna. Non c’è nessuna gabbia a trattenere quello che apparentemente sembra un prigioniero di se stesso o di una malattia, forse, anoressia la chiameremo oggi.
Anzi, a differenza dei “mangiatori”, è proprio sulla privazione della materialità che si fonda non solo la sua libertà, ma la sua stessa identità.

È in un perenne oscillare tra sogno e incubo che, si muovono gli interpreti Vygandas Vadeiša, Vaidas Vilius e Genadij Virkovskij, capaci di risolvere nel grottesco quella spiacevole sensazione di dissonanza che attanaglia l’osservatore del digiunatore. Esattamente come i crudeli voyeur di una volta, che facevano dello squallore e della miseria altrui un intrattenimento, lo spettatore di oggi si trova ad assistere alla rappresentazione di un digiuno. L’abilità di Viktorija Kuodyté è tale che, si finisce per credere a quell’assenza di fame, a quell’orgoglio nell’indossare soltanto la propria pelle e le proprie ossa.

Imma Amitrano

Ho 24 anni e mi piace scrivere da quando ho imparato a farlo. Dopo essermi diplomata al liceo classico di Castellammare di Stabia mi sono trasferita a Roma dove mi sono laureata in Lettere Moderne all’Università La Sapienza, ho continuato il mio percorso formativo all’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica Silvio D’Amico conseguendo un master in critica giornalistica. I miei interessi sono rivolti al mondo della cultura e dello spettacolo, con una particolare predilezione per il teatro perché credo che il palcoscenico sia una lente privilegiata attraverso cui guardare la realtà.
Amo gli animali e sono vegana, adoro la letteratura e l’archeologia, il mare d’inverno e i vecchi film in bianco e nero.