venerdì 22 giugno 2018
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Come le accuse a Conte seppelliscono il giornalismo italiano

Dopo mesi di incertezza, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incaricato Giuseppe Conte, professore di diritto privato presso l’Università di Firenze e la LUISS di Roma, di formare un governo con la fiducia del Movimento 5 Stelle e della Lega (ex Nord).

Prima ancora del suo colloquio con il presidente , però, il candidato della nuova alleanza è stato bombardato da pesanti critiche, in particolare a causa di uno scandalo sollevato dal New York – Times: Conte, infatti, avrebbe affermato nel suo curriculum di aver “approfondito i propri studi” presso la New York University, dove, però, non avrebbero traccia del suo passaggio.

Da questa prima notizia si è sollevato in breve tempo un polverone di inchieste: dal caso di un’ipoteca da parte di Equitalia di circa 52mila euro risalente al 2008, alla testimonianza dei suoi studenti, i quali lo descrivono come disorganizzato e ritardatario.

Questa valanga di accuse ha reso particolarmente difficile la camminata di Conte fino al Quirinale, oltre a diventare un’arma fin troppo facile da usare dai giornali, i quali hanno inondato il web di notizie presunte e non sempre verificate sul neo presidente del Consiglio.

Le pesanti critiche a Conte, però, prima ancora di complicare la vita al duo Di Maio – Salvini, mettono l’ennesima pietra tombale sulla fossa che il giornalismo italiano si è scavato da solo negli ultimi anni, soprattutto nella sua disperata lotta ai movimenti cosiddetti “populisti”.

Nella disperata ricerca di modi per ripagare con lo stesso fango questi ultimi, colpevoli di aver fomentato l’odio con notizie strumentalizzate e, alle volte, false, le principali testate giornalistiche hanno perso di vista i veri motivi per i quali questo governo sembra tutt’altro che promettente: spariscono le contraddizioni degli esponenti del MoVimento, si ignora l’assenza delle parole “giovani” e “sud” nel contratto M5S – Lega e non si parla dell’ambiguità su temi come accoglienza, diritti e welfare.

Il gossip, allora, prende ancora una volta il sopravvento sui temi di interesse politico, sia sui giornali che nelle parole degli esponenti della nuova opposizione e lo scenario si trasforma in un’ennesima lotta populista senza vincitori.