lunedì 18 dicembre 2017
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La Campania chiama, la Puglia risponde: bis di chef alla Stanza del Gusto

Valentino Castellano (social media manager dell’evento) con Roberto Gargiulo e gli chef Avallone e Matarrese

Un incontro di sapori, un confronto tra generazioni in cucina, un viaggio gastronomico dalla Puglia alla Campania. Il tutto è avvenuti in un luogo intimo accogliente e colorato, quale è “La Stanza del Gusto”, che ha ospitato i fortunati commensali che hanno preso parte alla cena a quattro mani ad opera dello chef e padrone di casa Mario Avallone e lo chef pugliese di Evo Ristorante Gianvito Matarrese, vincitore di 4 Ristoranti di Alessandro Borghese.

Un’occasione unica di gustare i piatti delle due regioni del Sud, con un menu che è una poesia: si inizia con l’abbraccio di una mozzarella tonda con alghe, pomodori secchi, acciughe e basilico. Dopo l’abbraccio arrivano lo “Spirito di mare” ( frittura in farina di mais) e “Napolione” , immancabile poi la “Cialledda” (pane, pomodoro e stracciatella) e la sgagliozza (polenta fritta) fino al piatto forte dello chef pugliese ovvero le orecchiettte xxl fatte a mano. Si prosegue poi con millefoglie di zucchine e ricciola per lasciarsi sorprendere in seguito dall’accostamento insolito di maionese al caffè e pomodoro che accompagna le bombette di Alberobello. Si conclude in dolcezza con il dessert alla ricotta di bufala, menta, crumble al caffè e salsa all’arancia.

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L’evento è stato organizzato da La Gargiulo srl, leader nel settore Aspirazioni per grandi ristorazione, ad accompagnare le portate sono stati gli ottimi vini delle due aziende vinicole: Ciu Ciu-realtà marchigiana – e Luparello  – azienda vinicola siciliana dei fratelli Walter e Massimiliano Bartolomei e il il Panificio D’auria, con il suo pane a lievitazione naturale e cotto in forno a legna.

Arianna Esposito

Direttore responsabile Linkazzato at Linkazzato
Giornalista pubblicista dal 2012, una laurea in sociologia e una sconfinata passione per l’universo delle parole, bilanciata da una certa avversità per quello dei numeri. A chi mi chiede dove ho lasciato il filo, rispondo che il filo, quello del discorso, raramente lo perdo.