venerdì 16 novembre 2018
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Il paradosso dei sentimenti narrati da De Silva per il Nuovo Teatro Sanità

Diego De Silva 02 (1)Un titolo di un libro deve essere interlocutorio, ed è proprio a partire da un ossimoro letterario e sentimentale che è nato “Terapia di coppia per amanti”, così Diego De Silva ha divertito con la sua pungente ironia il folto pubblico del Nuovo Teatro Sanità. Lo spettacolo dello scrittore partenopeo, segue la struttura del reading-spettacolo, alternando letture di alcuni passaggi del suo ultimo libro, con i piacevoli intermezzi musicali di Stefano Giuliano al sax e Aldo Vigorito al contrabbasso.

I protagonisti  sono una coppia di amanti, Viviana e Modesto. Entrambi sposati, si trovano a vivere una passione incontrollabile. Lei, sexy ed intrigante, è combattuta tra la scelta di continuare la relazione extra-coniugale e quella di cambiar vita, lasciare il marito ed iniziare un nuova avventura sentimentale con Modesto. Lui, invece farebbe volentieri a meno di confessare tutto a sua moglie, continuando a preferire la clandestinità e quindi per risolvere i loro problemi si rivolgono all’analista di coppia.

Quel rimedio, particolarmente amato dalle coppie borghesi, ironizza De Silva, che si affidano al “Medico del Silenzio”, volendo parafrasare Woody Allen, salvo poi ritrovarsi dinnanzi un uomo con le tue stesse identiche, se non peggiori, psicosi e sindromi di abbandono. E così continua la serata tra una lettura di un passaggio e l’altro,  con pungenti digressioni sulle debolezze umane, sul finto perbenismo dietro cui ci nascondiamo, su quel precario, irraggiungibile equilibrio tra uomo e donna,  che De Silva nei suoi libri, non solo un arguto scrittore, ma anche un coinvolgente uomo da palcoscenico, descrive sempre con la giusta dose di dissacrante ironia ed acuta profondità che ti strappa una risata che fa bene al cuore.

Arianna Esposito

Direttore responsabile Linkazzato at Linkazzato
Giornalista pubblicista dal 2012, una laurea in sociologia e una sconfinata passione per l’universo delle parole, bilanciata da una certa avversità per quello dei numeri. A chi mi chiede dove ho lasciato il filo, rispondo che il filo, quello del discorso, raramente lo perdo.